Siamo perduti
Stanza nr. 2
1.
C’è una musica nell’aria e non mi dice niente.
Nell’arte e nei poeti morti trovavo comprensione, ma adesso anche loro hanno smesso di ascoltarmi. Hanno smesso di capirmi.
Per questo ho spento la radio. Per questo non leggo più niente. Per questo ho smesso di cercare.
Ogni nota è soltanto una vibrazione che scuote sensibilmente il mio corpo: cerco immobilità per contrastare la nausea. Lasciatemi immobile.
Ogni immagine è una ferita agli occhi, ogni colore oltre al nero è violento.
Non credo di essere l’unico.
So che qualcun altro prima di me si è sentito così.
So che sta accadendo anche a voi.
So che non c’è modo di esprimerlo.
Non posso esservi di conforto, ma io conosco questa solitudine.
2.
Nonostante i miei sforzi non riesco a dormire.
Tutte le strutture esistenti sono deformate dalla mia percezione.
Il mio pensiero è un sistema di specchi che riflette ogni crollo milioni di volte; per ognuna di esse aggiunge qualche sottile crepa o distorsione.
Questo accade prima che inizi a galleggiare sul filo della mia coscienza.
3.
Questo luogo non è reale.
È un posto fatto di simboli, è la mia coscienza ad averli prodotti.
Ogni segno mi parla di tempo, polvere e morte.
So che non è reale.
Ma è l’unica cosa che riesco a vedere.





